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Cana
Santuario del primo miracolo di Gesù

A Cana di Galilea Gesù compì il primo dei suoi miracoli. Vi cambiò l’acqua in vino venendo incontro a una richiesta di Maria sua madre. Così manifestò la sua gloria divina e suscitò la fede dei suoi discepoli.

Numerose testimonianze parlano di un santuario edificato dai cristiani a Cana in memoria del primo miracolo compiuto da Gesù. Ecco quella di un anonimo pellegrino del VI secolo: “(Partiti da Sèfforis) dopo tre miglia arrivammo a Cana, dove il Signore fu alle nozze, e ci sedemmo sul medesimo sedile, dove io indegno scrissi i nomi dei miei genitori… delle idrie ne rimangono due; io ne riempii una di vino e, portandola piena sulle spalle, la offrii all’altare e nella fonte stessa ci lavammo per devozione. Poi andammo alla città di Nazaret”.

Costretta da varie necessità, in tempi diversi, la tradizione ha collocato il ricordo evangelico in differenti luoghi; ma a cominciare dal secolo XVI i pellegrini trovano a Kafar Kanna una camera sotterranea alla quale si scende dall’interno di un edificio a colonne, da essi ritenuto una chiesa costruita dall’imperatore Costantino e da sua madre Elena. Colonne e capitelli riutilizzati nel portico della chiesa attuale ricordano invece nello stile le sinagoghe del III-IV secolo. Un’iscrizione in lingua aramaica, rinvenuta sotto il pavimento della chiesa, recita: “Benedetta sia la memoria di Giuseppe, figlio di Talhum, figlio di Butah, e i suoi figli, che hanno fatto questa tabula (di mosaico). Che la benedizione sia su di loro”. Scavi archeologici, condotti nel 1969 (padre S. Loffreda) e nel 1997 (padre E. Alliata), hanno mostrato che la sinagoga, costruita su resti di abitazioni precedenti (I-IV sec. d.C.), possedeva un atrio porticato con al centro una grande cisterna, conservatasi fino ad oggi sotto la chiesa attuale. Nell’abside settentrionale della chiesa è stata ritrovata un’abside più antica contenente un sepolcro (V-VI secolo). Tale sepolcro, con qualche altro indizio, potrebbe indicare una presenza cristiana in loco durante l’età bizantina.

I francescani, presenti a Cana già da tre secoli con una piccola proprietà, furono in grado di riscattare il santuario nel 1879 grazie all’opera di padre Egidio Geissler, il fondatore della locale parrocchia cattolica di rito latino (che comprende circa 100 famiglie). Una piccola chiesa fu costruita nel 1880 e successivamente ingrandita (1897-1905). Nel 1885, a circa 100 m di distanza, fu edificata una cappella in onore di san Bartolomeo (Natanaèle), uno dei dodici apostoli, che era nativo di Cana.

Tratto da “Sulle orme di Gesù, guida ai santuari di Terra Santa”, Edizioni Terra Santa, Milano – pp. 37-42