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6° giorno Monte Moria | Monte Sion | Monte degli Ulivi
“Entrato nella lotta, pregava più intensamente” (Lc 22,44): la consegna

In primissima mattinata si raggiungerà il Muro della preghiera, il Kothel, un muro imponente della cinta erodiana. I romani lo distrussero nel 70 d. C. ma gli ebrei continuarono a riunirsi, quando era loro possibile, attorno a questa roccia del Monte Moria.

A piedi raggiungeremo il Monte Sion: visita al Cenacolo, dove faremo memoria dell’ultima cena e della discesa dello Spirito Santo, al Cenacolino francescano, alla Basilica della Dormizione e alla Chiesa del Gallicantu, che fa memoria del tradimento di Pietro.

Nel pomeriggio saliremo sul Monte degli Ulivi, raggiungendo Betfage, con sosta al Pater Noster e al Dominus Flevit. Arrivo alla basilica del Getzemani: la lettura del vangelo ci introdurrà nel mistero della decisione di Gesù di consegnarsi, dopo una notte trascorsa a pregare nell’orto. Visita alla Grotta dell’arresto e alla chiesa ortodossa della Tomba di Maria.

Prima della Passione Gesù ha pregato con il Salmo 136, quello della Misericordia (…). Nell’orizzonte della misericordia, Gesù viveva la sua passione e morte, cosciente del grande mistero di amore che si sarebbe compiuto sulla croce (N.7,  Misericordiae Vultus)

tratto da Carlo Maria Martini, I Racconti della passione. Meditazioni, Morcelliana 1994, 83-84.

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tratto da J. Ratzinger, "Gesù di Nazaret. Dall'ingresso a Gerusalemme fino alla risurrezione", Libreria Editrice Vaticana, 2001.

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di Francesco Rossi de Gasperis - tratto da "È risorto non è qui! Lectio sui vangeli della risurrezione", Pardes, Bologna 2008.

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di M. Tibaldi - tratto da "La Porta del cielo", ETS, Milano 2013.

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